La costruzione del pastore
La voga del presepe, presa nel XVIII secolo, consiglio’ di abbandonare le figure scolpite, che troppo tempo richiedevano nell’esecuzione, e di sostituirle con altre dalla testa in terracotta, che più facilmente e più celermente si poteva ricavare dallo stampo.
Il “nuovo” pastore non supererà i 35-40 centimetri, il corpo è in stoppa con un’anima interna di fil di ferro, che ne assicura l’articolazione, gli arti restano di legno mentre per la testa si usa la terracotta policromata;
per gli occhi si perfeziona la tecnica del vetrino dipinto, già in uso nella produzione pre-settecentesca.
La testa e la pettiglia (la parte iniziale del busto) vengono fissate al manichino di stoppa attraverso semplici giri di spago.
Il modellato e la coloritura della testina sono i procedimenti più delicati ma anche le parti di interesse scultoreo vero e proprio.
Generalmente i vestiti venivano confezionati da sarti, suore e gentildonne ma, nella produzione corrente, la struttura del pastore era demandata ad una struttura artigianale organizzata su base familiare dove lo donne confezionavano i vestiti, per cui la figurina usciva dalla bottega “del pastoraro” per essere acquistata completa dei suoi accessori.
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Gallery - Pastori
Presentazione di alcune opere esposte nelle diverse mostre di Napoli durante il periodo natalizio, in cui risplende tutta l’abilità artigiana nell’ esprimere il “movimento”, “la parola” e la sensibilità del pastore.
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Gallery - Pastori in scena